Chardonnay IGT TDC


Colore giallo con riflessi dorati, caratteristico profumo in cui si possono riconoscere i ...

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Sono quattro le cose che bisogna prendere in considerazione con l'esame visivo: la limpidezza, il colore, la viscosità e l'effervescenza (solo per vini frizzanti o spumanti).
Si procede all'esame dopo aver riempito per un terzo il calice impugnandolo, dallo stelo o dal piede, con il pollice e l'indice e portandolo al livello degli occhi e osservandolo in contro luce. Si esamina in questo modo la limpidezza, ovvero la pulizia e la capacità di far passare le radiazioni luminose; più un vino è limpido più è stabile e sano. Per coglierne meglio la trasparenza si usi un foglio stampato cercando di leggerlo attraverso il bicchiere.
A questo punto si procede all'osservazione del colore di cui si valutano vivacità (colore acceso o spento), intensità (carico, scuro, cupo, chiaro, pallido, debole) e le sfumature. Il colore dei vini rossi va da rosso porpora a rosso rubino, rosso granato e rosso aranciato; il colore dei vini rosati va da rosa pallido, rosa cerasuolo, chiaretto e buccia di cipolla; infine le tonalità di un vino bianco vanno da bianco carta a giallo verdolino, paglierino, oro e ambrato.
Per la valutazione della viscosità è necessario osservare il vino mentre lo si versa nel bicchiere e, successivamente, facendolo ruotare lentamente sulle pareti. Si potrà coglierne così la consistenza: più è scorrevole più è leggero, più è denso maggiore sarà il suo contenuto di alcool.
Il contenuto alcolico si può valutare anche dai cosiddetti archetti o lacrime del vino. Sono curvature che si formano sulle pareti del bicchiere dovute proprio al grado alcolico più gli archetti sono fitti e lenti a scendere maggiore è il contenuto di etilico. Infine, per i vini frizzanti e per gli spumanti, bisogna valutare l'effervescenza dovuta all'anidride carbonica che si libera nel momento in cui viene versato il vino provocando sia la spuma sia le bollicine o perlage come lo chiamano i francesi.
La tendenza attuale è quella di immettere in commercio vini puliti, limpidi e privi di sostanze che possano in qualche modo provocare del deposito. Importante, ai fini della degustazione, è che i depositi rimangano fissi sul fondo della bottiglia e non si mescolino al nostro prodotto. Quando si degustano vini di qualche anno è meglio procedere alla decantazione.

Scala cromatica delle colorazioni dei vini

Vini bianchi

Dal "quasi bianco" al "quasi arancione". È vasta la gamma dei colori dei vini bianchi che dipende molto dal vitigno, dalla maturazione delle uve e dall'età: va ricordato che con l'invecchiamento il colore dei vini bianchi tende ad aumentare l'intensità. Da tenere sotto controllo i riflessi grigiastri e i colori spenti: sono spesso indicatori negativi.

Bianco carta: È un vino quasi incolore, contraddistingue solitamente vini fragranti, da bersi giovani. Indicatore di giovinezza e freschezza sono anche i riflessi verdolini o verdognoli.
Giallo paglierino.
È il tipico colore giallo chiaro, si differenzia a seconda dell'intensità (più o meno carico).
Giallo dorato: È un giallo intenso, lo si ritrova in particolari vitigni. È spesso riscontrabile nei riflessi di vini bianchi importanti, di una certa longevità o passati in legno.
Giallo ambrato: È il colore tipico dei vini passiti, dei vini liquorosi e, comunque, dei vini ottenuti da uve molto mature.

Vini rosati

Un'ampia gamma di sfumature per i vini rosati che dipende da quanto a lungo si lascia il mosto a contatto con le bucce. Le tonalità giallo-aranciate sono indicatori di vecchiaia, caratteristica negativa per i vini rosati che sono contraddistinti dalla freschezza e dagli aromi fruttati della giovinezza.

Rosa fior di pesco: Richiama il colore dei petali dei rami del fiore di pesco.
Rosa cerasuolo: È un rosa abbastanza intenso, che ricorda le prime ciliegie.
Chiaretto: Più rosso che rosa, ma non raggiunge l'intensità dei vini rossi
Buccia di cipolla: Un rosa intenso, carico di riflessi che tendono all'aranciato.
Grigio o ramato: È tipico di uve a bacca "ramata", come il Pinot grigio che viene lasciato in breve macerazione con le bucce.

Vini rossi

Al contrario dei vini bianchi, nei rossi l'invecchiamento corrisponde a una progressiva diminuzione dell'intensità del colore. Il rosso porpora contraddistingue i vini più giovani, evidenti riflessi tendenti all'arancione i vini più invecchiati.
Rosso porpora: È intenso, con tendenze al viola, tipico del vino giovane.
Rosso rubino: È il colore più "diffuso": un rosso scuro che richiama l'omonima pietra e che contraddistingue i vini da bersi relativamente giovani come indicatore del corretto stadio evolutivo per essere bevuti.
Rosso granata: Un colore che sfuma verso il rosso sangue. È il primo segnale di maturità del vino. Un vino granata, o tendente al granato, ha riposato almeno un paio d'anni. Indica solitamente una buona evoluzione.
Aranciato: Di solito le tonalità aranciate si colgono nelle sfumature che ricordano il colore del mattone. È l'indicatore tipico dell'invecchiamento, giusto stadio evolutivo per i grandi vini che sviluppano con l'età il loro massimo, indice di decrepitezza per i vini che non reggono l'invecchiamento.